Eliminare il contante con il fintech
Il fintech secondo noi

Tre motivi per cui il Fintech NON deve presentarsi come una risorsa contro l’evasione fiscale

Neofita

Esperto

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Per la lotta all’evasione fiscale, il governo Conte-bis ha una nuova ricetta: convincere gli italiani a limitare l’utilizzo del contante nei loro pagamenti. 

“E dove sta la novità?” ti chiederai. Lo so, quello della lotta al contante è un tema ricorrente.
Negli ultimi 10 anni la soglia massima dei pagamenti eseguibili in contanti è cambiata 6 VOLTE.
Nel 2011 addirittura 2 volte nello stesso anno!

La novità è che il Governo giallorosso stavolta sembra propendere per un meccanismo premiante, anziché coercitivo, per convincere i cittadini a rinunciare alle banconote. La carota al posto del bastone.

Niente nuovi limiti ai pagamenti in contanti, dunque, ma detrazioni fiscali “bonus”, per gli acquirenti che nel corso di un anno raggiungeranno una certa soglia di pagamenti elettronici (più “tracciabili” ed evidenti del contante). Si parla di almeno 2.000 euro in 12 mesi, al momento. 

A questo si aggiungerà probabilmente un credito d’imposta per gli esercenti che si doteranno di POS e altri strumenti elettronici di pagamento (ma non dovrebbero essere già obbligatori per legge? Boh…)

Anche se  per ora si è parlato del bonus soltanto a proposito di carte di credito e bancomat, immagino che se il progetto andrà avanti, verranno incluse anche altre forme di pagamento elettronico e quindi questa nuova direzione del Governo potrebbe essere un buon assist per la diffusione delle piattaforme Fintech in Italia.

Però ci sono almeno TRE buoni motivi per cui questa campagna anti-contante del Governo non è del tutto una buona notizia per gli imprenditori della Finanza Elettronica che lavorano nel Bel Paese.

Motivo #1: Il controllo NON piace a nessuno

Non è affatto un bene che gli strumenti di pagamento elettronico vengano presentati (solo) come strumenti anti-evasione dalla politica italiana. 

Da come l’ha raccontata Conte, sembra che il principale vantaggio derivante dall’uso di strumenti di pagamento digitale sia, di fatto, la possibilità di CONTROLLARE le transazioni. 

Ha messo sullo stesso piano le carte di credito e le fatture elettroniche, per intenderci. 

Dal punto di vista di chi “fa fintech” sarebbe stato preferibile che il premier si soffermasse un po’ di più anche su altri vantaggi (es: maggiore sicurezza, maggiori garanzie per gli acquirenti, ecc.). 

Non si tratta di essere liberisti all’eccesso, ma la verità è che il controllo, specie se da parte dello Stato (un’entità non ben definita e considerata un po’ inquietante, almeno in Italia) non piace a nessuno. 

Paragonare gli strumenti di pagamento elettronico a strumenti “di controllo”, e ascrivergli come unico merito quello di scoraggiare o impedire l’evasione fiscale, non contribuirà certo a farli amare dagli italiani. 

Motivo #2: l'approccio "premiale" fa sospettare una fregatura

Il premier ha parlato come abbiamo visto, di meccanismo “premiale”. Riceveremo un premio (la detrazione fiscale) proporzionale al numero di pagamenti elettronici che effettueremo. 

Io sarò un po’ dietrologo (del resto sono un giornalista e la dietrologia è quasi un tratto caratteriale della mia categoria), ma il fatto che sia necessario un “premio” per convincere le persone a usare questo tipo di pagamenti, mi fa subito sospettare una fregatura. 

Conte ha parlato persino della necessità di un patto con gli italiani onesti: “Voi accettate queste nuove misure e in cambio ci sarà una sorpresa per tutti“. 

So che c’è una ragione per questa promessa (attualmente 1 italiano su 7 NON si fida dell’elettronica per i suoi acquisti e ricorre solo al contante. E quindi per convincere questi “diffidenti” il Premier ipotizza una sorta di concorso a premi). 

Però questo specie di accordo suona inevitabilmente come: “Se non vi lamenterete mentre l’uccello padulo fa il proprio mestiere, dopo ci saranno ricchi premi e cotillon“.

A parte un acre odore di paternalismo – nella forma quantomeno – che mi fa arricciare il naso (si, non sono proprio un fan dello “stato forte”), il fatto che per far “accettare” questi nuovi strumenti di pagamento, Conte senta la necessità di promettere un vantaggio ai cittadini, non è la migliore forma di pubblicità che il Fintech  possa desiderare. 

Sei d’accordo? 

Ok, allora mi avvio alla conclusione e passo al

Motivo #3: I politici sono dei pessimi testimonial

 Cetto La Qualunque, il personaggio di Antonio Albanese che incarna, all’eccesso, i difetti dei politici italiani, continua a riscuotere vastissimi consensi di pubblico anche dopo molti anni dalla sua “salita in campo“. Questo la dice lunga sull’opinione che noi cittadini italici abbiamo dei nostri governanti. 

Se proprio il fintech doveva avere un testimonial, sarebbe stato meglio a mio parere che questi non fosse un politico. 

Ciò che intendo è che se improvvisamente la politica italica si schiera compatta a favore del pagamento digitale, mentre fino a tre mesi fa andava in senso assolutamente contrario a parecchie persone potrebbe venire più di un sospetto di “interessi nascosti” .  

La maggior parte di noi italiani a proposito dei politici la pensa come Andreotti (che la politica la conosceva decisamente bene)A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina“. 

Basta dare un’occhiata ai commenti lasciati dai lettori a margine degli articoli di giornale che oggi riportavano i discorsi di Conte sulla lotta al contante, per accorgersi che la dietrologia è già partita a sirene spiegate. 

Un altro favore alle banche“, scriveva qualcuno. 

Chissà cosa ci guadagnano dalla lobby delle carte di credito…” (???) diceva qualcun altro. 

“Chissà se le bustarelle gliele hanno pagate con la carta di credito?” scherzava un terzo

E così via. 

Insomma, da fan del fintech qual sono, oltre che da professionista della comunicazione, avrei preferito che a cantare le lodi dei pagamenti digitali NON fosse qualche esponente della classe politica

Nemmeno l'”Avvocato del Popolo” Giuseppe Conte, che pur vola alto nei sondaggi di gradimento degli italiani. 

Tu cosa ne pensi? Scrivimelo nei commenti, se ti va. 

A TE CHE LEGGI: Ciao e prima di tutto complimenti per aver letto questo articolo. Spero ti sia piaciuto. 

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